Che cosa si intende per Arte moderna? Le risposte a questo interrogativo sono sicuramente molteplici.
La confusione è ingenerata dalla diversa periodizzazione adottata dal mondo accademico e dal sistema museale. Per l’Univesità – ciò che qui ci interessa – l’Arte moderna ha origine con il primo Rinascimento quattrocentesco e si conclude con il Neoclassicismo.
Un sottile filo lega tra esse le dieci lezioni a cura di Pamela Volpi, ossia il profondo rapporto dell’arte italiana, ben visibile nei quattro secoli della modernità, con i modelli dell’Antichità classica.
Il ripetuto ritorno al Classicismo farà da sfondo ai continui mutamenti del fare artistico: nel Quattrocento avranno inizio le campagne di scavo e Roma diventerà il luogo deputato per eccellenza ad accogliere gli artisti desiderosi di confrontarsi con gli esempi antichi, per studiarli, per la prima volta, filologicamente; all’inizio del Seicento, proprio attraverso un nuovo sguardo all’Antichità, i modi artistici si rinnoveranno alla ricerca di una via d’uscita dalle complesse e troppo intellettualizzanti forme del Manierismo; a metà del Settecento artisti, studiosi e letterati si allontaneranno dagli stilemi del Rococò, percepiti come troppo frivoli, per dare avvio a un nuovo movimento chiamato, guardacaso, Neoclassicismo. L’Italia diventerà allora la meta più ambita del Grand Tour, il viaggio d’istruzione nel Bel Paese, tra Venezia, Firenze, Roma e Napoli, compiuto da principi e aristocratici d’Europa per forgiare la loro educazione morale sugli esempi del Bello. E all’ombra della città eterna, essi si faranno ritrarre dai pittori alla moda al fianco del Laocoonte e dell’Apollo del Belvedere o sullo sfondo di qualche antica rovina.
Il senso profondo del segno lasciato da questa esperienza nel loro animo è efficacemente trasmesso dalle parole di Goethe al ritorno dal suo viaggio in Italia: «Io posso dire che solamente a Roma ho sentito che cosa voglia dire essere un uomo. Non sono mai più ritornato ad uno stato d’animo così elevato, né a una tale felicità di sentire. Confrontando il mio stato d’animo di quando ero in Roma, non sono stato, da allora, mai più felice».

CARTOLINA

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